
MONTE CREINO
Questo itinerario, adatto anche a chi vuole passare qualche ora in mezzo alla natura, permette di camminare fra trincee, gallerie in roccia e postazioni realizzate dall’esercito austro-ungarico a partire dal 1914, alcune delle quali ancora in ottimo stato di conservazione. Il monte Creino era un settore che godeva di una certa tranquillità. Le truppe che vi transitavano, consideravano la permanenza come un periodo di riposo. L'area però manteneva intatto l'importante ruolo di punto di osservazione e di snodo logistico. Qui durante la Grande Guerra era sorto un complesso di baracche fornito di corrente elettrica e acqua potabile. A testimoniarne l'esistenza oggi c'è ancora una cappella a forma di granata, costruita nel dicembre 1915 dall’Unterjäger Alois Pichler di Bressanone, dedicata a Santa Barbara, patrona degli artiglieri. Parcheggiate le auto a Pannone, si risale la strada asfaltata si imbocca a sinistra la piccola strada asfaltata che, attraverso caratteristici campi coltivati ad ortaggi, porta sulla cima del monte Creino. Lasciata alle spalle la croce di vetta, seguendo il sentiero, si punta verso la cresta orientale del monte, dove inizia una serie di manufatti d'epoca. Anzitutto un osservatorio da cui si ammira uno splendido panorama, lo stesso che Felix Hecht, giovane tenente dei Kaiserjäger, vide dal monte Stivo e descrisse nel suo ormai famoso diario di guerra: «La vista lassù è magnifica; si vedono all’orizzonte i monti del Catinaccio, del Pasubio, del Baldo, di Nota, del Carè Alto, della Presanella, del Brenta e dell’Ortles…» Una gradinata in roccia porta al livello inferiore dell’osservatorio con aperture scavate nella roccia dalle quali i soldati austro-ungarici potevano controllare le posizioni italiane sull’Altissimo.
⛰ Difficoltà
🎒 Equipaggiamento Obbligatorio
- ✓ Escursionismo Base

